L’Associazione G.A.U. nasce negli anni ’60 in Val Bisagno con l’obiettivo di affermare il valore dell’amicizia, inteso come rapporto di amore, rispetto e aiuto agli altri. Ciò è testimoniato dalla sigla stessa Giovani Amici Uniti. Lo sport è da sempre considerato un elemento fondante di questo modo di concepire la nostra Associazione. L’Associazione Sportiva Dilettantistica G.A.U. quindi, promuove opportunità e occasioni di fare attività sportiva a livello sia dilettantistico e amatoriale, sia agonistico, per tutti coloro che, a qualsiasi età, desiderano “stare bene” insieme agli altri, divertirsi e vedersi valorizzate le proprie qualità e attitudini sportive, in spazi e tempi organizzati a questo scopo. La G.A.U. opera in Val Bisagno, ma molti dei suoi iscritti abitano in ogni zona della città e si incontrano per gli allenamenti sia sul Condotto Storico, sia nella zona collinare del Righi, o sulle piste di atletica cittadine . I podisti della G.A.U. partecipano assiduamente alle gare che si svolgono in Liguria e nelle regioni confinanti, facendosi apprezzare per risultati tecnici, correttezza e spirito sportivo di sana competizione, portando così per le strade e le piste di atletica i colori di una Associazione stimata e seria.

Un pò di storia ...

Nel mitico '68 Franco Morando, socio dell’Associazione G.A.U. podista, ebbe l’idea di organizzare il primo Giro di Prato, gara di podismo che ebbe un buon successo, tanto che venne ripresa anni dopo. A questa edizione parteciparono anche atleti dell’associazione G.A.U., tra cui si segnalò Floris. Egli mise in mostra ottime qualità e così si pensò di farlo partecipare alla Coppa Bissolati, che in quegli anni aveva una grande risonanza nel mondo dell’atletica nazionale.

L'anno dopo fu la volta di Ivo Ricci, Intanto altri giovani si mettevano in luce, dando solidità alla squadra: ricordiamo in particolare Liana e Villa., che col suo talento diede lustro alla nostra giovane società: a soli 14 anni, infatti, egli era stato capace di vincere la seconda gara a cui partecipava, (l’eliminatoria della Bissolati) e quindici giorni dopo fu sorprendentemente 4° in finale, al cospetto di atleti provenienti da tutta la regione e di almeno un paio d’anni più grandi di lui. Un mese dopo Ivo Ricci vinceva il titolo ligure sui 2000 metri categoria ragazzi.

L’anno seguente, eravamo certi che i risultati non sarebbero mancati. Ivano Ricci concluse imbattuto la stagione campestre e migliorò di ben 12 secondi il record regionale dei 2000 m. già alla prima uscita in pista; in seguito fu finalista a Roma ai Giochi della Gioventù , realizzando il nuovo record regionale con l’ottimo 5’ 57’’2, ottava prestazione nazionale.

A settembre ci fu il trionfo nella finale della Bissolati: già in testa solitario dopo la prima curva, Ivo vinse con un vantaggio incolmabile ed una facilità irrisoria. Il giornalista de " Il Lavoro", in un Articolo a tutta pagina azzardò addirittura un paragone con il grande Emilio Lunghi.

Nel 1973 viene " inventata" una gara spettacolare, che attraversa tutta la Val Bisagno, partendo dal centro della città. Già dalle sue prime edizioni si intuisce che non è una gara qualsiasi, i partecipanti nella loro corsa sembrano unire il centro cittadino con le sue "luci", al "buio" di una periferia allora abbastanza degradata, svelando così alla città la voglia del quartiere e dell' associazione di crescere.

Questa gara è arrivata nel 2011 alla sua 39a edizione, perciò a buon diritto può essere definita la "classicissima": è, tra l'altro, la più antica gara presente nel Calendario Podistico Ligure.

Il percorso si snoda pianeggiante a partire da piazza della Vittoria, angolo Teatro di Genova e giunge a Prato,dove si trova la nuova sede della G.A.U, per un totale di km.10,300.

Da qualche anno la gara si svolge in notturna (partenza ore 20,30) aumentando così il fascino della competizione. I concorrenti si inoltrano verso le ombre della sera risalendo le sponde del Bisagno, che li guarda passare, sicuri di giungere alle luci del traguardo,attesi da un meritato ristoro e da premi sempre più ricchi e numerosi.

Questa gara impegna oltre 80 volontari aiutati dal professionale lavoro di Vigili Urbani e Carabinieri, dislocati lungo tutto il percorso garantendo così la sicurezza ai partecipanti. Da tre anni il percorso è chiuso al traffico veicolare

 

LA TRAVERSATA DELLA VAL BISAGNO

Una “Classicissima” : gli appassionati di ciclismo penserebbero subito alla Milano-San Remo.

A Genova gli amanti delle corse podistiche la identificano immediatamente con la Traversata della Valbisagno.

Il 6 giugno 2009, infatti, si è effettuata la 37° edizione della corsa, che tradizionalmente si svolge “in notturna” lungo uno dei percorsi più rumorosi e congestionati dal traffico della città, da piazza della Vittoria fino a Prato lungo le sponde del fiume Bisagno.

Ma un giorno all’anno per 90’, a partire dalle ore 20 e 30, questa strada diventa silenziosa e sgombra come una pista dell’aeroporto Cristoforo Colombo: i dieci km e mezzo del nastro di asfalto sembrano improvvisamente larghi e spaziosi, senza automobili, autobus, moto … neppure uno strombazzare impaziente e nervoso di clacson, grazie all’organizzazione della Gau che con i suoi 60 “sbandieratori” volontari in collaborazione con la Polizia Stradale ed i Vigili Urbani presidiano tutte le strade che si incrociano con la “ Valbisagno”.

Solo un rumore echeggia, quello delle due moto dei vigili che aprono la corsa.

Ma come comincia tutto?

Gli atleti arrivano alla spicciolata al punto della partenza, vicino al Teatro della Corte, già a metà pomeriggio, e alcuni cominciano a “scaldarsi” con largo anticipo: sono i favoriti che provano con scatti e allunghi il loro stato di forma. A poco a poco la piazza prospiciente il Teatro si riempie di corridori: è un salutarsi, un augurarsi reciprocamente una buona gara, un lamentare veri o presunti malesseri e infortuni, consueta scaramanzia. Sì, perché all’un due tre…via! tutti partono velocissimi , si dileguano nel tunnel sotto la ferrovia e volano …

E’ emozionante vedere avanzare i podisti che sfrecciano lungo i viali che via via attraversano le zona di Marassi, Staglieno, Molassana, Struppa, fino ad arrivare ai confini della vallata: dapprima i più forti, pochi, uno dietro l’altro, a studiarsi e approfittar di un minimo cedimento dell'avversario per sopravanzare e guadagnare una posizione, a seguire il grande gruppo, poi il meritato ristoro e la premiazione, tutti insieme sotto le stelle di struppa.