Il 1969 puo’ essere considerato l’anno in cui l’Associazione consolidò la sua natura protesa verso il sociale con l’istituzione del servizio di pubblica assistenza. Da un’inchiesta che i soci avevano condotto nel quartiere, tra le varie problematiche e carenze evidenziate, emerse la mancanza di un servizio di pubblica assistenza. Le autoambulanze più vicine erano quelle della P.A. Antonio Burlando di Piazzale Parenzo che copriva un territorio molto vasto che comprendeva oltre ai quartieri cittadini di Marassi - Quezzi -Staglieno - Castelletto - Molassana - Struppa anche i Comuni di Davagna, Bargagli, Lumarzo, Torriglia, spingendosi a volte fino a Montebruno e Rovegno. Infatti non erano ancora nati i sottocomitati della Croce Rossa di Davagna, Bargagli e Torriglia ne la Croce Verde di Lumarzo. Quindi, la costituzione di una Pubblica Assistenza come risposta alla richiesta di trasporto sanitario in zona assunse un carattere prioritario negli obiettivi dei soci.

Non mancarono però le difficoltà. Si presero contatti con la P.A. Burlando che assunse una certa diffidenza nei nostri confronti, forse perchè la costituzione di una nuova pubblica Assistenza poteva essere vista in senso concorrenziale, si pensi al contesto storico-temporale in cui avvenivano questi fatti. Anche altre pubbliche assistenze cittadine, campando varie scuse, ci risposero negativamente. Ma non ci si scoraggiò.

Si presero contatti con il servizio Assistenza e Beneficenza della Prefettura di Genova, dove trovammo la prima disponibilità nei nostri confronti, nella persona del Dottor Solinas che ci indirizzò alla Pubblica Assistenza Croce Bianca Genovese, dal presidente del sodalizio Dottor Ermirio. Quest’ultimo, benché si trovasse davanti degli interlocutori molto giovani decise di ascoltarci e darci fiducia e dopo alcuni incontri si rese disponibile ad istituire una Sezione denominata "Croce Bianca Genovese Struppa", gestita autonomamente dalla G.A.U.

Finalmente si stava realizzando il progetto nel quale i ragazzi dell’associazione avevano creduto e voluto. La legislazione di allora era molto restrittiva verso l’apertura di nuove "pubbliche", pertanto si trovò il modo di aggirare l’ostacolo mediante la costituzione di una Sezione della già esistente Croce Bianca Genovese. L’impegno dei soci era quello di garantire un servizio 24 ore su 24, far fronte alle spese di gestione, e rispettare le regole previste dallo Statuto della P.A. Croce Bianca.

Arrivò così il grande giorno, il 27 luglio 1969 si costituì la "Sezione Struppa della P.A. Croce Bianca Genovese", con una prima autoambulanza Fiat 1400 di colore azzurro, messa a disposizione dalla Croce Bianca Genovese. L’inaugurazione avvenuta nel piazzale antistante la Sede, fu una grande festa, con la presenza delle varie Istituzioni, Comune, Scuola, Parrocchia, Carabinieri e Vigili Urbani, ma per i ragazzi che avevano creduto in quel progetto, una festa ancora maggiore, fu la grande partecipazione dei cittadini.

Si ebbe un primo riscontro della vicinanza e della fiducia che riponeva in noi la gente di Struppa, fiducia che si consolidò nel corso degli anni, e fino ai giorni nostri non ci fa mai mancare l’apporto solidale e l’adesione alle nostre manifestazione nonché l’aiuto finanziario richiesto nelle varie questue, finalizzato a migliorare sempre più il nostro servizio. Il "primo soccorso", un intervento per incidente stradale, fu effettuato proprio il giorno dell’inaugurazione del servizio.

Col tempo l’attività di P.A. prese consistenza e impegnò molto i militi; intervenendo su un territorio fino allora di influenza della P.A. Burlando, quest’ultima decise di aprire una propria sezione a Molassana, questo fatto non costituì un problema per la nostra P.A., ma anzi fu uno stimolo a far sempre meglio. Il fatto di dover garantire almeno una squadra per il servizio notturno, comportò il ridimensionamento dei locali associativi, allora siti nei fondi del civico n. 258 di Via Struppa. Una delle tre sale a disposizione, dalle ore 20 si trasformava in dormitorio per i militi, mentre di giorno era spazio dedicato alle altre attività associative.

Inizialmente il solo servizio notturno era diviso in squadre fisse, una per ogni giorno della settimana; questo comportò più affiatamento tra i membri della stessa squadra, dove vi era spazio anche per momenti di goliardia: uno scherzo rimasto nella memoria dei tempi fu quello ai danni di un milite che dormiva sempre molto profondamente da non percepire i rumori, nemmeno quelli più alti. Notte tempo, il letto nel quale dormiva, venne spostato al centro del piazzale antistante i locali, senza che il dormiente, come da aspettative, si risvegliasse. Il risveglio avvenne solo al mattino, con grande stupore del malcapitato che comunque non accusò il colpo, se non per i lievi dolori reumatici che lamentava.

Nelle vicinanze della sede venne ricavato poi un garage per le autoambulanza che venivano manutenzionate e "tirate a lucido" dall’allora responsabile Gugliotta Costantino vulgo "Giotto", una di quelle persone che corrispondeva a quello che si intendeva, negli articoli fondamentali dello statuto sociale, per definire il termine "giovane". Ben presto l’associazione in generale e la P.A. in particolare, fu messa alla prova dall’evento atmosferico che caratterizzò il mese di settembre del 1970. A mezzogiorno del primo venerdì di quel mese, dopo ore di intensa pioggia l’ingrossamento a monte degli affluenti del Torrente Bisagno, in particolare del "Bargagiotto", portò lo straripamento delle acque provocando in Città molti danni e devastamenti: ci furono anche alcuni morti. Anche la sede dell’associazione, situata sotto il livello della strada, venne allagata ma le autoambulanze erano già state previdentemente messe in salvo, pronte a svolgere il loro compito. Fu compiuto un primo salvataggio di persona alla Ligorna ed altri interventi furono effettuati a Cavassolo ed un po’ in tutta la zona.

Da questa esperienza si cominciò a ragionare circa la costituzione di un Servizio di Protezione Civile che da allora svolse molte missioni con interventi su tutto il territorio nazionale. Il parco macchine, nel frattempo si era arricchito di altri due mezzi messi a disposizione dalla "Sede Madre", così veniva chiamata la P.A. Croce Bianca Genovese: si trattava di un Fiat 2.300 e di una Fiat 600 multipla; quest’ultima considerata una manna per raggiungere le case affacciate sull’acquedotto e le località Gave e Borgano a San Martino di Struppa.

Ma il desiderio di avere un mezzo proprio e il continuo aumento dei servizi, portò ad una raccolta fondi finalizzata appunto all’acquisto di una nuova autoambulanza che venne inaugurata a settembre del 1971: un Fiat 128 familiare o SW come si dice oggi, allungato rispetto a quello di serie ed allestito dalla carrozzeria "Fissore". All’inaugurazione del mezzo seguì la prima premiazione dei militi che si erano distinti nel biennio 1969-70; un grande momento di festa alla quale parteciparono moltissime pubbliche assistenze giunte da Genova e provincia, conclusasi con un lungo corteo che si sviluppò per le strade della delegazione, al quale parteciparono anche un gruppo di vespisti della P.A.Croce Verde Genovese, e il nostro gruppo femminile che per l’occasione indossava la nuova divisa di rappresentanza, camicetta bianca e gonnellina azzurra. Nel contesto dei festeggiamenti venne inaugurata anche la bandiera dell’Associazione G.A.U., benedetta dal Parroco Monsignor Settimio Lazzari. Intanto il dormitorio dei militi venne spostato in un locale dove fino a poco tempo prima era in attività una delle ultime osterie, intesa come locale per la mescita dei vini, gestita dal Signor Campanella, risultando non l’ottimo, ma per il momento un locale più adatto alle esigenze che richiedeva il servizio.

Negli anni 1973-1974, il servizio di pubblica assistenza era ormai nel pieno della sua attività: il servizio veniva sempre garantito 24 ore su 24, e gli interventi erano in continuo aumento. Si decise così l’acquisto di una nuova autoambulanza e l’avvio di un corso per militi per ottenere un servizio sempre più qualificato. Su mandato della Regione Liguria, attraverso l’Assessorato alla Sanità Regionale, prendemmo in gestione, nella nostra sede, il Servizio di Guardia Medica notturno e festivo, che copriva un’area territoriale ben più ampia rispetto ai confini della nostra delegazione. La convenzione per il servizio prevedeva il finanziamento per l’assunzione di tre autisti ed un rimborso per la messa a disposizione dei locali. Dal 1974 al 1979 si susseguirono diversi Consigli Direttivi dell’associazione G.A.U. presieduti il primo da Luigi Ghiglione e dal 1975 al 1979 da Adolfo Caponi, che diedero un nuovo assetto all’associazione, attraverso la formazione di quattro Gruppi ma, questa gestione configurò sempre più la G.A.U. come associazione di pubblica assistenza, considerando le altre attività di contorno.

Questo stato di cose non era stato negli intenti dei primi soci fondatori e destava in loro ed in alcuni soci facenti parti del consiglio stesso preoccupazione, perciò si avviò una riflessione ed un rinnovato impegno per ricondurre l’Associazione al suo progetto originario. Nel maggio 1979, con l’elezione a Presidente del socio Sergio Burlando si sviluppò un nuovo progetto organizzativo che cercò di riportare l’associazione nelle giuste dimensioni: venne ripristinato il consiglio direttivo come organo gestionale, all’interno del quale si dovevano suddividere precise responsabilità e incarichi.

Nel frattempo sulla base della nuova legislazione che regolava le attività di beneficenza, si profilava per la pubblica assistenza e la Guardia Medica la possibilità di raggiungere l’autonomia dalla Croce Bianca Genovese. Quindi si poteva decidere di trasformare la Sezione della Croce Bianca Genovese in attività di Pubblica Assistenza incorporata dalla G.A.U.. Nel frattempo si costituì anche una commissione mista, formata cioè da consiglieri e singoli soci, per la riformulazione dello statuto, ciò per ribadire la centralità dell’associazione, rilanciare i principi e gli ideali sui quali era fondata, resi più adeguati ai tempi e alle nuove esigenze.

La gestione dell’autonomia della pubblica assistenza si fece più pressante e si rischiò di andare, per valutazione che erano suggerite dall’esterno e che trovarono consenso in una parte di soci, verso la concretizzazione di uno statuto specifico che avrebbe diviso l’associazione. Si riuscì ad evitarlo, e il 10 ottobre 1981 fu convocata un’assemblea di tutti i soci, che dopo una lunga discussione, argomento per argomento registrò un largo consenso sul nuovo statuto sociale, approvandolo.

Approvato lo statuto, si decise per l’autonomia dell’attività della pubblica assistenza.

Quest’ultima scelta non fu di facile gestione in quanto emersero tra i soci quelle posizioni che in qualche modo volevano cogliere questa opportunità per costituire la Pubblica Assistenza G.A.U., come associazione a se stante. Si procedette per tappe: su suggerimento del Presidente della Croce Bianca Genovese e in base alla legislazione vigente, il 19.06.1981 si costituì in modo formale, l’Associazione G.A.U. Croce Bianca Struppa, come soggetto giunco transitorio, per arrivare in data 29.11.1981 e 19.02.1982 a ricomporre tutto in un’unica associazione.

Con l’anno 1983 furono gettate le basi per il riassetto generale della G.A.U. con un gruppo dirigente rinnovato. Arrivammo così a predisporre il rilancio di tutte le attività previste dallo statuto, uscendo definitivamente da una configurazione della G.A.U. come associazione prevalentemente di Pubblica Assistenza.