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LA NOSTRA STORIA

In quel contesto difficile, tra flussi migratori dal Sud e tensioni culturali, alcuni adolescenti – tra cui Andrea Napello, Claudio Regazzoni e Luigi Molinari – sognarono qualcosa di diverso: uno spazio libero, aperto a tutti, capace di superare le differenze e accogliere ogni ragazzo e ragazza che volesse sentirsi parte di qualcosa.
Così, ai primi di settembre del 1965, nasceva la G.A.U. – Giovani Amici Uniti: un’associazione fondata sull’amicizia come vincolo di rispetto, amore e aiuto reciproco.

 

Grazie alla generosità della signora Lisetta Franzone, il gruppo trovò la sua prima sede: due locali modesti ma trasformati con impegno e fantasia in un vero punto di ritrovo. Il numero dei soci salì rapidamente a cento. Nord e Sud, culture e storie diverse: per la prima volta, insieme.

LA FONDAZIONE

Era il 1965, in una Genova che sembrava lontana.
Non tanto per distanza, quanto per disuguaglianze. Nella periferia della Val Bisagno – povera, marginalizzata, priva di spazi di aggregazione se non parrocchie, bar e sedi di partito – i giovani vivevano una realtà fatta di isolamento, pregiudizi e separazione. Lo dimostrava persino il modo di dire: “andiamo a Genova”, come se da lì non si facesse parte della città.

 

LA CRESCITA

L’intuizione si rivelò giusta: comunicare, divertirsi, lottare contro le ingiustizie, maschi e femmine insieme, senza giudizi o etichette, generò crescita e consapevolezza. La G.A.U. iniziò a organizzare giochi, attività culturali, raccolte alimentari, visite a persone sole, orfani e malati.
Il successo fu tale da suscitare anche qualche critica da parte di chi temeva una “concorrenza”. Ma i valori, il comportamento corretto dei soci e il sostegno di parroci come Don Fortuna e Don Lazzari fecero la differenza.

 

Nel 1967, grazie a mesi di lavori volontari, venne inaugurata una nuova sede con un ampio piazzale. Il gruppo modificò lo statuto, affermando la propria vocazione: un’associazione apartitica, impegnata nel superamento delle disuguaglianze sociali e nella difesa dei diritti.

 

Nel 1968, la G.A.U. ottenne il riconoscimento giuridico grazie a Ermanno Morando, che si fece garante per un Direttivo composto da… soli minorenni.

Il 27 luglio 1969 nasce la Pubblica Assistenza Croce Bianca G.A.U., colmando un vuoto nel territorio della Val Bisagno. Lo stesso giorno, con il primo intervento effettuato grazie a una FIAT 1400, parte un nuovo capitolo.
Inizia una nuova sfida: adeguare la sede, trovare un garage, formare volontari. Tutto con l’entusiasmo e il sudore dei soci.

Nel 1970, nonostante i danni subiti, la G.A.U. partecipa attivamente ai soccorsi dell’alluvione di Genova. L’anno dopo, vengono acquistate nuove ambulanze, e nel 1971, con grande orgoglio, anche una FIAT 128 nuova di zecca.

 

E mentre cresceva la P.A., l’impegno sociale non si fermava: nasce il primo spazio giochi per bambini, si organizzano manifestazioni sportive e la prima “Sagra del Pistacchio” – un evento buffo nel nome, ma serio nella missione: raccogliere fondi per l’Africa.

IL CORAGGIO DI OCCUPARE UNO SPAZIO

Con l’aumento delle attività, serviva più spazio. Fu individuato un terreno demaniale lungo la sponda del Bisagno, ma era destinato a un distributore di benzina.
I soci decisero di occuparlo.
Dopo proteste, una manifestazione davanti al Comune, e l’intervento del vice-sindaco Fulvio Cerofolini, si riuscì a ottenere l’affitto del terreno: un traguardo raggiunto grazie a determinazione e coraggio.

TRA SPORT, CULTURA E DIRITTI

Tra il 1972 e il 1973 nascono la “Premiazione dei Militi” e la “Traversata in Notturna della Val Bisagno”, gara podistica con eventi folkloristici.
Dal 1974 al 1979 l’attività della P.A. si consolida e prende centralità, fino a oscurare le altre aree associative.

Nel 1979, un nuovo Consiglio Direttivo dà una svolta:

  • si rivede lo statuto, riaffermando i valori democratici e antifascisti della G.A.U.;

  • si rilancia l’impegno sociale e culturale, con attività per bambini, eventi turistici, corsi formativi, e l’inclusione della P.A. all’interno della struttura associativa.

 

In questi anni nascono anche il Gruppo Podistico G.A.U., il Gruppo Arti Marziali, il Gruppo AIDO, e nel 1983 si organizza il primo Giro dell’Acquedotto.

LA GARA “CLASSICISSIMA”

Dal 1983, il Giro dell’Acquedotto è diventato una tradizione.
Nel 2008 ha festeggiato la 36ª edizione, confermandosi la più antica gara del calendario podistico ligure. Un percorso di 10,3 km da Piazza della Vittoria a Prato, veloce e suggestivo, ora anche in versione notturna.

ùNon è solo una gara per atleti, ma una festa popolare: un momento in cui la fatica si trasforma in gioia collettiva.

💚 E OGGI?

 

Oggi, l’Associazione G.A.U. è un grande progetto collettivo, radicato nel territorio e aperto al futuro.
Portiamo avanti con orgoglio quello spirito originario del 1965, fatto di inclusione, volontariato, coraggio e visione.
Ogni giorno, insieme, scriviamo una nuova pagina di questa storia.

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